Bologna, 16 aprile 2008 - Forti di un risultato migliore delle previsioni ottenuto in Emilia Romagna , due giorni dopo le elezioni, la Lega Nord rilancia l'offensiva contro il progetto della giunta Cofferati di costruire una mega moschea a Bologna (la più grande d'Europa) e si appella al nuovo governo Berlusconi affinchè intervenga per garantire «la sicurezza, l'ordine pubblico, e la trasparenza», tutti punti che secondo gli esponenti regionali e cittadini del Carroccio, sono messi a rischio da un'eventuale nascita, nel quartiere San Donato in periferia della città, del nuovo minareto.
«Auspichiamo un intervento diretto del nuovo governo - ha spiegato il segretario della Lega Nord di Bologna, Manes Bernardini durante una conferenza stampa organizzata per celebrare il successo elettorale che ha visto il partito di Bossi raddoppiare i voti nel capoluogo emiliano rispetto alla precedenti elezioni politiche - perchè le problematiche legate alla moschea di Bologna interessano tutte le città dell'Emilia Romagna e d'Italia». A tal riguardo la Lega ripropone la moratoria sulla costruzione di nuove moschee lanciata due mesi fa dai rappresentanti cittadini del Carroccio e poi assunta come programma nazionale del partito. Moratoria che prevede di sospendere temporaneamente gli iter amministrativi in corso in attesa di verificare la presenza di un rappresentante moderato delle comunità islamiche, come interlocutore, e che richiede una normativa nazionale a garanzia della sicurezza e della trasparenza.
Secondo Bernardini dovranno essere i bolognesi a decidere sul nuovo minareto.
«Promuoveremo - ha detto - il referendum come condizione sine qua non per dare l'autorizzazione a costruire la moschea». Una raccolta di firme simbolica poichè, lo statuto comunale di Bologna, non permette di indire referendum nell'anno che precede le elezioni amministrative in programma, appunto, nel 2009. Bernardini - il quale, in vista dell'appuntamento elettorale, punta a «far sventolare la bandiera della Lega anche sul Comune di Bologna» visto che attualmente il partito di Bossi non ha rappresentanti nell'assemblea cittadina - non ha risparmiato critiche al sindaco del capoluogo emiliano: «Se Cofferati - ha scandito l'esponente del Carroccio riferendosi ancora alla mega moschea - arriverà a ridosso delle elezioni senza aver risolto questo tema scottante, andrà incontro alla Caporetto di Bologna».
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