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Bologna

THE BEGGAR'S OPERA

Venti di sciopero al Duse: a rischio la prima di Dalla

Attesa per l'incontro fra sindacati e il dirigente del settore cultura del Comune. Lucio Dalla, regista dell'opera: "Non riesco nemmeno ad ammettere che possa chiudere, questo teatro è un polmone di cultura per la città"

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Teatro Duse a Bologna Bologna, 26 marzo 2008 - L'ultima parola arrivera' nell'assemblea dei lavoratori, domani sera. Al teatro Duse di Bologna (davanti al quale stamane campeggia un grande striscione "Teatro Duse svendesi") e' ancora in dubbio lo sciopero per la prima di "The beggar's opera" (che sarebbe anche una prima nazionale) di sabato sera. Tutto dipende da come andra' l'incontro di domani pomeriggio tra i sindacati e il dirigente del settore Cultura del Comune, Mauro Felicori. Proprio lui, oggi, dopo la conferenza stampa dedicata alla prima, e mentre i sindacati si sfogavano con i cronisti, ha telefonato e fissato un appuntamento per domani. La situazione infatti, spiega Antonella Amerini della Cisl, "non e' delle migliori". Venti giorni fa i sindacati hanno iniziato a parlare di sciopero per la prima di "The begger's opera" e a chiedere alle istituzioni di ascoltarli.

 

"Gli unici ad averci espresso solidarieta' sono stati l'assessore regionale alla Cultura, Alberto Ronchi che ci ha ricevuto e il regista dell'opera che potrebbe saltare, Lucio Dalla", aggiunge Amerini. Dalla, peraltro, anche questa mattina alla conferenza stampa afferma: "Non riesco nemmeno ad ammettere che possa chiudere, questo teatro e' un polmone di cultura per la citta', e non e' malato. Non e' importante solo per la gente che vi lavora, ma pe tutta la citta'".

 

Gli fa eco anche Marco Tutino, sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna: "Questo non e' il Comunale e non mi compete, ma e' evidente che per chi lavora qui e' un momento difficile. E' giusto che ci siano risposte. Perche' quando chiude un teatro e' sempre un delitto".

 

E questa mattina, al Duse, nella sala preparata per la presentazione dell'opera, i sindacati hanno affisso striscioni e cartelli. Altrettanti cartelli sono stati tenuti in mano, in bella mostra, durante la conferenza stampa: "Il Duse e' di tutti", "Vogliamo risposte concrete", vi si legge. "Il problema- spiega poi Stefano Gregnanin, segretario di Cisl spettacolo- e' tutto politico. E' stato una atto politico l'idea di dismettere l'Eti e ora si dovrebbe solo fermare tutto. Come hanno fatto negli altri teatri".

 

Ninni Cutaia, direttore generale dell'Eti, prosegue Gregnanin, "ha parlato con il sindaco, ma non con noi. Come se noi non contassimo". In mattinata la frase della Cisl era "se fosse per il comportamento del Comune lo sciopero se lo meriterebbero". Resta da vedere se domani il Comune riuscira' a far cambiare idea ai sindacati.

 









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