Operaio schiacciato da gru
Giovedì una riunione
sulla sicurezza nella Variante
Operaio muore nel cantiere della terza corsia dell'autostrada a Casalecchio. La vittima è un 50enne di Frosinone. Scatta l'emergenza sulla sicurezza: predisposto un Tavolo sul lavoro nella Variante di Valico al quale parteciperanno tutti i sindaci delle città interessate
CASALECCHIO, 15 MAGGIO 2007 — SCHIACCIATO dalla gru che si è ribaltata mentre rimuoveva il new jersey in cemento armato della massicciata sulla A1. È morto così, ieri sera pochi minuti dopo le 18, Gianluca Sisti, un operaio di cinquant’anni di Ferentino di Frosinone, al lavoro nel cantiere della terza corsia autostradale in territorio di Casalecchio.
Fatale è stato l’ultimo movimento-gru della giornata, quello eseguito alle 18,02 per rimuovere la base della barriera antirumore fatta negli anni Ottanta a ridosso delle abitazioni parallele alla sottostante via Calzavecchio. Un blocco di almeno quattro tonnellate di peso agganciato con la gru. Quale sia stata la causa del ribaltamento è difficile da stabilire. Unici testimoni due colleghi che hanno assistito alla scena da lontano. Sotto la cabina, intrappolato nell’estremo tentativo di buttarsi fuori, il conducente del mezzo ormai privo di vita. Inutili i tentativi dei soccorritori arrivati immediatamente sul luogo dell’incidente con i vigili del fuoco che hanno lavorato fino a sera inoltrata per estrarre la vittima dalle lamiere.
In seguito a questo ultimo incidente mortale è stato organizzato un Tavolo per la sicurezza sul lavoro nella Variante di Valico; si terrà giovedì 24 maggio e vi prenderanno parte i sindaci delle città interessate, l' assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, le organizzazioni sindacali, la Ausl, il 118, i Vigili del fuoco, gli Enti ispettivi, la società Autostrade SpA e le Aziende impegnate nei lavori stradali.
L'incontro, che era stato già fissato, è tornato ad essere drammaticamente urgente.
"Un'altra morte ingiusta e inaccettabile - sono state le parole di Paolo Rebaudengo, assessore al Lavoro della Provincia di Bologna - non possiamo certo rassegnarci a questa escalation di incidenti di lavoratori che vengono nel nostro territorio per trovare una ragione di vita e vi trovano la morte".
Nei giorni scorsi lo stesso assessore, insieme al collega con delega alla Viabilità Graziano Prantoni, aveva incontrato separatamente i diversi soggetti interessati, per preparare un piano di lavoro da presentare al tavolo di giovedì. Alla Società Autostrade gli assessori provinciali hanno chiesto maggiore presenza come committente, unitamente all'assunzione di un ruolo più attivo anche nella verifica delle misure di sicurezza.
"Occorre spezzare una tragica spirale - ha proseguito Rebaudengo - alla cui base vi sono insufficienti misure di sicurezza e, spesso, orari di oltre 10 ore di lavoro al giorno, di gran lunga superiori a quelli contrattuali. In questi casi, verso fine giornata, il livello di attenzione inevitabilmente scende, mettendo a rischio l'incolumità del lavoratore e dei suoi compagni. Questi orari, che arrivano anche a 12 ore e oltre, trovano frequentemente l'accettazione da parte dei lavoratori che possono così cumulare ore da utilizzare per i periodici rientri a casa.
Si tratta di un problema su cui occorre una vigilanza e una specifica opera repressiva da parte degli Enti di controllo".
Anche Inail e Direzione provinciale del Lavoro hanno accettato di partecipare ai prossimi incontri. Il direttore dell'Inail di Bologna, Carla Castellucci, ha inoltre dato la disponibilità a finanziare progetti provinciali per la diffusione di una cultura della prevenzione degli infortuni, a partire dalle scuole.
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