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A cura di
Matteo Leonelli
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04/05/2007 18:16
PALADOZZA

Il ciclone Beppe Grillo si abbatte su Bologna

Dal sindaco al Pcc, da Hera a Romilia, non risparmia nessuno lo show del vulcanico comico genovese

beppe grillo Bologna, 4 maggio 2007 - "Questa è l'ultima serata" a Bologna, quindi "sarà un delirio". L'ha detto subito, appena entrato nella pancia del Paladozza e Beppe Grillo ieri sera ne ha avuto per tutti. Sferzante con il sindaco Sergio Cofferati, polemico con San Petronio transennato, con Hera (e contemporaneamente con Unipol) e con Luca Cordero di Montezemolo per le sue parole sulla ricerca, veemente contro Romilia di Alfredo Cazzola. Ma severo anche con i bolognesi che "sono in crisi di identità. Ma ve lo ricordate quando eravate comunisti? Oggi avete gli affitti più alti d'Europa per gli studenti...", grida il comico genovese scuotendo avanti e indietro la testa di uno spettatore in platea.

 

Del resto, non che l'Alma Mater stia meglio, "era la prima università, guardate come si è ridotta adesso".
Quella di ieri e' stata la terza serata dello show "Reset" e ha riempito il Paladozza: "neanche gli U2 fanno tre serate a Bologna- esordisce Grillo- ma è difficile fare ridere i bolognesi, perche' siete in crisi di identità, siete sospettosi", non sapete se "siete di destra o di sinistra".

 

Ammette, il comico, che sono le battute iniziali dello spettacolo, quelle per "scaldare" il pubblico, ma è qui che piazza (come gli altri anni), la prima stoccata al sindaco "occupato a scriversi delle lettere da solo", quelle del Pcc, "per tornare ad essere al centro dell'attenzione". Grillo definisce il Cinese "un galantuomo" ma un sindaco "perennamente latitante". Il Comune "dovrebbe venire qui a discutere con voi" di acqua, energia, rifiuti, invece al Paladozza riempito da Grillo, Palazzo D'Accursio "non ha mandato neanche un assessorino a vedere cosa diciamo qui". Insomma, Cofferati è uno che "scappa e se ne va".

 

 

Quando parla di Romilia, Grillo chiede sghignazzando come si possa fare a costruire uno stadio da 300 ettari "pensando che il Bologna possa tornare in A", poi fa intervenire al telefono Ivan Cicconi di Nuova Quasco. E' lui a raccontare alla platea ammutolita che Alfredo Cazzola ha presentato "in pompa magna" un maxiprogetto esposto "su due fogli di carta A3". Grillo racconta anche di aver invitato Cazzola, che gli avrebbe dato un microfono per fornire la sua versione dei fatti. Poi ironizza: "L'hanno chiamata ''Romilia', capite?", sta per Emilia-Romagna, "ma non potevano mica chiamarla 'Emagna', dava troppo nell'occhio" e così si capisce che tipo di operazione era. Quale lo dice lui: uno stadio enorme su un'area di 300 ettari, "quando tutto il centro di Bologna e' di 400". Ma Romilia "e' un'allucinazione, non la dovete permettere".

 

Per Hera, invece, si affida al suo Blog: fa vedere una schermata in cui si elencano i consiglieri di amministrazione e con un tasto isola i "potenti"; sono tre: Pier Luigi Celli, Fabio Roversi Monaco e Piero Collina. Su quest'ultimo clicca ancora e compare la voce "Unipol- Compagnia assicuratrice Unipol". E Grillo chiosa: "I compagni non mancano mai..".

 

 

Ma il suo affondo è soprattutto contro la politica di raccolta differenziata e la logica finanziaria che guida la multitulity. Non meno caustico sulla Barilla: Grillo mostra le analisi di due ricercatori modenesi sulla presenza di titanio in alcuni biscotti e poi fa vedere un filmato in cui lui sorvola uno stabilimento Barilla di Parma al cui interno e' sorta una centrale a turbogas. Viene mostrato anche il video degli "Amici di Beppe Grillo": c'e' Cofferati sullo sfondo che difende l'opzione del teleriscaldamento che non inquina, e nel riquadro grande si vedono le cisterne che di notte o di primo mattino riforniscono anche Palazzo D'Accursio di gasolio per il riscaldamento.

 

L'EVENTO

Si apre sabato a Bologna il nuovo museo laboratorio dedicato alla contemporaneità. La mostra inaugurale "Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web" è curata da Germano Celan e Gianfranco Maraniello

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