Appignano, 23 aprile 2008 - Il sindaco Nazzarena Agostini esprime la solidarietà e un abbraccio simbolico alle famiglie delle vittime della strage di Appignano.
Sindaco, è trascorso un anno dalla tragedia che ha mutato un paese.
«Appignano è rimasto coinvolto seriamente in questa tragedia, ma è un paese che ha dimostrato la forza e la capacità di rialzarsi. E’ stato un anno durissimo, per le famiglie che tutti i giorni devono combattere con queste gravi assenze, ma anche per tutti noi. Ad un anno, come ha detto un ragazzo che ha vinto la borsa di studio, spero si possa ripartire da quel muretto verso un orizzonte più ampio fatto di solidarietà e di speranze».
A chi, a tutt’oggi, parla di responsabilità che cosa si sente di rispondere?
«Credo che sia il momento del raccoglimento e della commozione. Io vorrei ci fosse un processo, per far venir fuori la verità. Non si può fare una caccia alle streghe, per poter parlare di responsabilità sono necessari dati oggettivi. Se ci sono responsabilità chi ha sbagliato deve pagare. Io dal quel maledetto 23 aprile mi sento profondamente cambiata. Appignano in questa storia si è mostrato un paese unito, capace di esprimere tutto l’affetto che in questi casi è necessario».
Che cosa si aspetta per il futuro?
«Auspico che il paese possa ripartire e continuare ad esprimere la civiltà e il buon senso che lo hanno sempre contraddistinto e che tutti possano continuare ad essere vicini alle famiglie, non gli facciano mai mancare solidarietà e affetto. Spero che intorno a questa vicenda non ci siano più sciacallaggi. E’ il giorno del ricordo e spero che ognuno possa avere la forza e la dignità di rispettare il silenzio che la memoria di questi quattro giovani impone. Dobbiamo ricordarli, senza polemiche, lo dobbiamo ai genitori che hanno sempre dimostrato rispetto ed equilibrio. Genitori che ogni giorno vivono il senso del vuoto per la mancanza dei loro figli. E’ necessario pesare le parole: possono trasformarsi in macigni».
Maria Grazia Lappa