Italia News
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
SCUOLA MANZONI-SACCONI SAN BENEDETTO

Intervista a Patricia Di Benedetto,
sopravvissuta all’uragano Katrina

La nostra insegnante di lettere, Paola Sguerrini, l’ha invitata il 18 marzo nella nostra classe per sottoporle alcune domande, come approfondimento in geografia degli Stati Uniti

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

uragano dean in giamaica San Benedetto del Tronto, 27 marzo 2008 - Patricia Di Benedetto è una sopravvissuta all’uragano Katrina. Dottore in chiropratica, vive e opera a San Benedetto da circa due anni. La nostra insegnante di lettere, Paola Sguerrini, l’ha invitata il 18 marzo nella nostra classe per sottoporle alcune domande, come approfondimento in geografia degli Stati Uniti. Ecco l’intervista da noi tradotta in italiano.

Quando e come si è abbattuto il disastroso uragano Katrina?
"Il 29 agosto 2005, dopo aver attraversato la Florida ed aver preso forza nel Golfo del Messico, è arrivato da noi in Louisiana. L’avevamo sottovalutato perché era stato stimato di categoria 3 su una scala che va da 1 (debole) a 5 (catastrofico)".

 
Come era stato annunciato l’arrivo dell’uragano a New Orleans e quali precauzioni avete preso?
"Solo i media locali ne avevano parlato, non quelli nazionali. Dunque non abbiamo preso alcuna precauzione, siamo stati colti alla sprovvista. Ripeto: l’avevamo sottovalutato".

 
Cosa è rimasto della sua casa e del suo quartiere?
"Del mio quartiere solo due case sono rimaste in piedi, tutto il resto era lì che galleggiava, compresa la mia auto e il mio frigorifero".

 
Come sono fatte le case della sua città?
"I muri non sono spessi come qui in Italia. Sono fatti di due ‘sfoglie’ in cemento o in legno con in mezzo un materiale isolante".

A che punto è la ricostruzione? Il governo vi ha aiutato dopo l’uragano?
"La ricostruzione è molto lenta. Il giorno dopo l’uragano eravamo al buio: mancavano luce, acqua e gas. Poi sono arrivati i soldati con elicotteri militari, i quali sono scesi con delle funi, armati fino ai denti, per perlustrare il territorio e valutare i danni. Solo otto giorni dopo sono arrivate le prime vettovaglie, nel frattempo abbiamo utilizzato quello che era rimasto nei freezer e gli attrezzi da pic-nic. Il governo americano ha soccorso le popolazioni colpite dall’uragano solo dopo tre giorni. Ci hanno aiutato piuttosto i semplici cittadini; una signora, ad esempio, ha caricato la sua auto di cibi cucinati con le sue mani ed è venuta ad aiutarci da una città vicina".

 
Pensa di tornare a New Orleans?
"Torno spesso là, c’è la mia famiglia, ma ormai la mia vita è qui".

Com’è il clima in Louisiana?
"Più o meno come in Sicilia, piuttosto tiepido durante tutto l’anno".

 
Che differenze trova tra la vita negli Usa e quella in Italia?
"Moltissime, soprattutto nel sistema sanitario e in quello scolastico. Ad esempio trovo singolare che qui sono i professori a spostarsi da una classe all’altra per le loro lezioni, da noi sono gli alunni a raggiungere i professori nelle loro aule".

 
Come funziona l’ordinamento scolastico?
"Ci sono dodici anni di scuola prima dell’università suddivisi in un primo quinquennio, poi un triennio, infine un quadriennio".

 
A che età si diventa maggiorenni?
"Ogni Stato ha delle differenze. Da noi a 21 anni, ma già a 15 si può avere la patente e a 18 votare".

 
Conosce italiani immigrati in America?
"Sì, a New Orleans ci sono tantissimi italiani; anche mio nonno lo era".

Una domanda impertinente: lei tifa per Hillary o per Obama?
"Hillary potrebbe essere una brava presidentessa, Obama non lo conosco bene, non si sa nulla di preciso sul suo passato, ma è un uomo senza dubbio carismatico".

Che ne pensa della guerra in Iraq?
"Mai, mai, e poi mai. Detesto ogni tipo di guerra".

 
Ha parenti che stanno combattendo per questa guerra?
"Fortunatamente no, sono tutti troppo vecchi o troppo giovani, ma so di tanti ragazzi che si iscrivono nelle liste dei volontari".

 
Come si mangia negli Stati Uniti?
"C’è tutto il mondo nella cucina statunitense: cinese, libanese, greca, messicana, italiana e potrei continuare".

Un’ultima domanda: è vero che nelle condutture dell’acqua o nelle fogne si possono incontrare degli alligatori?
"Sì, il Mississippi è popolato da alligatori e questi spesso finiscono nei tubi quando sono molto piccoli, poi crescono cibandosi di topi e rane".

Classe 3C










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web