Italia News
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
ISTITUTO COMPRENSIVO SPINETOLI "GIOVANNI XXIII"

Un angelo che mi guida dal cielo

Il mio cuore si è fermato per un attimo quando mia madre mi ha detto che la mia bisnonna, una donna ed una nonna davvero speciale, era morta
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Alunni di Spinetoli Spinetoli, 12 marzo 2008 - Non ci credevo! Il mio cuore per un istante si è fermato quando mia madre mi ha detto che la mia bisnonna, una donna ed una nonna davvero speciale, era morta. Al suono di questa parola sono stata trapassata da un brivido, sulle mie guance scorrevano goccioloni e mi sentivo come se stessi annegando in un mare di tristezza. Accarezzavo la sua foto e mi sembrava di toccare Lei, la sua pelle piena di piccole pieghe che con i capelli rigorosamente bianchi suggerivano l’età ultra novantenne.

 

Ricordavo quando ero piccola e Lei mi teneva sulle sue gambe mentre mi raccontava tutte le esperienze che aveva vissuto e io la guardavo; gli occhi azzurri riflettevano un amore infinito, il sorriso era raro ma splendido e il fisico paffutello mi dava un senso di protettività come se qualsiasi cosa fosse accaduta mi sarei potuto riparare in un suo abbraccio e saremmo rimaste solo noi due illese e chiuse nel nostro afflato, escludendo il resto del mondo. Alla notizia della sua morte nella mia mente tutti gli attimi passati con Lei si sono uniti, come a formare un album pieno di ricordi.

 

Ricordavo quella volta che avevamo litigato e ‘presuntuosa’ le dissi che le avrei tirato una ciabatta, e lo feci! Colpii un vaso ma lei senza arrabbiarsi per il mio comportamento mi tranquillizzò, coprì il vaso e promise di non dire nulla ai miei genitori. Lei era cosi, protettiva e premurosa verso le persone che amava. L’unica sua difficoltà era l’analfabetismo, infatti i suoi genitori non l’avevano mandata a scuola perché doveva curare la casa e pascolare le pecore.

 


La sua perdita mi aveva provocato un grande vuoto dentro come se una parte di me mi avesse abbandonato. Mi mancava. Mi mancavano le lunghe chiacchierate che facevamo mentre camminavamo su e giù per la campagna, il suo stupore per i fatti che accadevano nel mondo e soprattutto il suo sorriso quando le raccontavo i piccoli avvenimenti della mia vita. All’inizio trovai rifugio nell’amicizia di mia cugina, l’unica che si sentiva come me: entrambe eravamo avvolte come da un vortice di sofferenza.

 

Il dolore è riemerso in me quando ho sentito nell’aprile 2007 quel fatto di cronaca accaduto ad Appignano. "Quattro ragazzi travolti e uccisi da un furgone guidato da un rom ubriaco"; mi è tornato quel brivido che avevo provato per mia nonna e ho capito quanto può essere ingiusta la vita e che la morte purtroppo fa parte di essa . Ho superato quel mio sconforto aiutandomi con la fede e leggendo il Vangelo che leggevo spesso per Lei e mi spiegava che quando avrebbe chiuso gli occhi per sempre sarebbe diventata un angelo e mi avrebbe sempre guidato dal cielo. Ora tutte le volte che devo prendere una decisione importante ed ho bisogno di un consiglio, chiudo gli occhi e penso cosa avrebbe detto Lei, come se fosse ancora viva e nel mio cuore sarà per sempre accanto a me. E sono sicura che anche i quattro ragazzi di Appignano ora sono quattro meravigliosi angeli che dal cielo guidano il faticoso cammino dei genitori.

Classe 3B










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web