Ripatransone, 27 febbraio 2008 - Ogni anno, la prima domenica dopo Pasqua, nella nostra città si svolge un’importante manifestazione, attesa da tutti, grandi e piccini. Essa ha una origine religiosa, infatti è la festa dedicata alla «Madonna di San Giovanni», patrona di Ripatransone. Il momento culminante e più atteso è l’accensione del ‘Cavallo di fuoco’. La tradizione nasce a Ripatransone la domenica successiva alla Pasqua del 1682 quando, in occasione della incoronazione della Madonna di San Giovanni a patrona della città, furono organizzati dei festeggiamenti e, tra questi, anche dei fuochi pirotecnici.
Venne chiamato allora un fuochista di Atri che, alla fine della serata, forse preso dall’entusiasmo della folla e della festa, salì sull’asino con il quale era arrivato e con gli ultimi petardi avanzati accesi fece un giro in mezzo alla folla. L’esibizione entusiasmò a tal punto il popolo ripano che, l’anno successivo, lo stesso fatto venne ripetuto. In seguito fu costruita una sagoma di legno portata a spalla dalla Confraternita della Madonna di San Giovanni. Alla prima seguì, negli anni successivi, un’altra sagoma montata su ruote, fino ad arrivare a quella che si utilizza oggi in ferro, più moderna ed efficace.
Ogni anno, da allora, il Vescovo benedice il ‘Cavallo di fuoco’ dopo la funzione domenicale delle ore undici. Nel pomeriggio si svolge una processione a cui partecipano le confraternite del paese. Dopo essersi radunati in piazza, i giovani e il Corpo Bandistico Città di Ripatransone vanno a prendere il cavallo fuori le mura e, intanto, la banda suona la ‘Marcia 23’, ormai diventata l’inno di Ripatransone.
Una volta in piazza e dopo aver fatto due giri spento, il Cavallo viene acceso e subito la folla viene investita da una pioggia di fuochi d’artificio. Poi, trainato dai membri della Confraternita della Madonna di San Giovanni, fa tre giri tra la gente che scappa da tutte le parti. I giovani, dietro, seguono il cavallo, urlando in coro: "Il cavallo, il cavallo, eh!, eh! …". Una volta spento, il cavallo, tutto bruciacchiato, viene riportato fuori le mura dai giovani e dai confratelli e la gente, soddisfatta, torna a casa, ripromettendosi di essere presente anche l’anno successivo. Nell’anno scolastico 2005/2006 la nostra scuola si è impegnata per far conoscere questa tradizione, dando vita al progetto 'La macchina dei sogni', diretto dal professor Pierluigi Lunerti, grazie al quale è stato realizzato un documentario che racconta questa bellissima manifestazione, davvero unica nel suo genere e così cara ai cuori di tutti i Ripani: ne è scaturito un dvd che quest’anno verrà distribuito durante la manifestazione. Venite a trovarci!
Classi 2B e 3D