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I NUMERI DELLA POVERTA'

Il 6% delle famiglie marchigiane
vive con meno di 970 euro al mese

A queste 35mila famiglie ne vanno aggiunte altre 49 mila, (8 per cento del totale), a rischio di essere risucchiate nell’area della 'povertà relativa' (tra 970 e 1.164 euro al mese). Amagliani: “Entro l’anno pronto il piano di contrasto” Commenta

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Una famiglia Ancona, 17 maggio 2008 - Sono circa 35 mila, pari al 6 per cento del totale, le famiglie che - nelle Marche - vivono al di sotto della soglia di povertà relativa (meno di 970 euro al mese, per un nucleo di due persone); a queste vanno aggiunte altre 49 mila famiglie, corrispondenti all’8 per cento del totale, a rischio di essere risucchiate nell’area della povertà relativa, compresa tra 970 e 1.164 euro al mese. Sono, in genere, famiglie con numerosi componenti, ma anche di dimensioni più contenute, in cui il principale percettore di reddito è costituito da un pensionato, da un disoccupato o da una persona con basso livello di istruzione.

 

Questi i dati più significativi dell’indagine Istat sui consumi delle famiglie italiane 2006, emersi dalla Conferenza regionale “La povertà nelle Marche: bisogni politiche e prospettive di intervento”, svoltasi oggi a Loreto, presso la Scuola dell’aeronautica militare. I numeri confermano che il problema della povertà - relativa e assoluta - è meno rilevante nelle Marche, rispetto ad altre regioni. Tuttavia, mentre la quota delle famiglie coinvolte nell’area della povertà relativa è rimasta sostanzialmente stabile (+0,1 per cento tra il 2003 e il 2006), la quota delle famiglie a rischio di povertà relativa è aumentata, nello stesso periodo, di un punto in percentuale.

 

Significativi anche i risultati della ricerca condotta dalla Regione Marche, in collaborazione con la Caritas Marche e il Centro Servizi Volontariato, sulle persone in condizioni ancor più precarie che, nel 2006, hanno usufruito dei servizi messi a disposizione dalle strutture di prima e seconda accoglienza e delle mense, e su quelle ai margini dell’organizzazione sociale o in condizioni di estrema povertà che si sono rivolte ai centri di ascolto gestiti dal volontariato.

 

Sempre nel 2006, sono state oltre 300 mila le prestazioni erogate da strutture di accoglienza notturna, mense sociali e centri di ascolto, di cui 42 mila pernottamenti, 91 mila pasti,42 mila pacchi viveri e 38 mila pacchi vestiario, 94 mila le prestazioni di segretariato sociale, pari a un valore complessivo di 3,7 milioni di euro, di cui oltre la metà coperti con fondi privati. I finanziamenti pubblici rappresentano il 20 per cento delle entrate e riguardano, in prevalenza, le strutture residenziali; assumono un peso marginale, invece, negli altri tipi di servizi e strutture. In totale, i centri di ascolto sono 47, le strutture di accoglienza 22, le mense 8; i volontari 1.800, di cui 290 impegnati quotidianamente. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2004 la spesa dei Comuni delle Marche, per interventi di contrasto della povertà, ammontava a circa 6,8 milioni di euro, pari al 5 per cento del totale della spesa sociale regionale.

 

Le risorse sono utilizzate prevalentemente sotto forma di aiuti economici - contributi a integrazione del reddito familiare per l’alloggio, buoni spesa e buoni pasto - e per interventi di emergenza. Complessivamente sono stati erogati 11 mila contributi, con una media di circa 600 euro a persona. Dai lavori del convegno sono emersi suggerimenti utili per approfondire la conoscenza del fenomeno delle povertà, vecchie e nuove, in vista della presentazione - entro l’anno - del primo Piano regionale di contrasto alla povertà. “L’obiettivo – ha sottolineato l’assessore regionale ai Servizi Sociali, Marco Amagliani, che presiede anche il Tavolo regionale per ridurre il rischio di povertà, esclusione sociale e nuove precarietà - è monitorare e coordinare gli interventi e i servizi destinati all’informazione, alla sensibilizzazione, alla formazione degli operatori e dei volontari.

 

La lotta alla povertà e al disagio sociale deve acquisire una centralità nella coscienza collettiva e nelle politiche pubbliche. L’emarginazione non va lasciata governare dai capricci del destino, ma superata con i servizi e la solidarietà. La Regione e gli enti locali devono impegnarsi, con sempre maggiore determinazione, in questo difficile compito di contrasto alle nuove povertà, considerata tra le prime cause dell’esclusione sociale. Abbiamo bisogno di conoscere e capire, per dare risposte a chi si trova in difficoltà. Le Marche, regione ai primi posti per le risorse destinate ai servizi sociali, definiranno una strategia di sostegno alle famiglie, dimensionando gli interventi alle esigenze del territorio e agli obiettivi che, insieme, individueremo come prioritari”.

  • 18/05/2008 09:13
    FAUSTO PAESANI
    Comitato Pro Ospedale di Rete San Sabino di Osimo Sono oltre 10 anni che 150.000 abitanti della bassa Valle del Musone stanno aspettando l'avvio dei lavori di costruzione dell'Ospedale di Rete a San Sabino di Osimo. Quanto sopra nonostante che l'area dove è stata designata la costruzione sia baricentrica e facilmente ampliabile, anche per accogliere eventualmente l'INRCA e l'Agenzia della 3^ Età. La Regione Marche si oppone continuamente all'avvio dei lavori di costruzione dell'opera Sanitaria. Nonostante che i 24 milioni di Euro necessari per la suddetta costruzione fossero già stati previsti ex art 20 della Legge n° 67/1988. Nonostante quanto sopra, la Regione Marche, attraverso i suoi Amministratori ci vuole far intendere che si sta preoccupando della soglia economica delle famiglie marchigiane. Evidentemente il senso del pudore per alcuni non ha un limite ben preciso. Fausto Paesani
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