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LO SCIOPERO

Discarica di Relluce, i dipendenti si mobilitano

L'Ugl ha indetto uno sciopero per mercoledì 21, per protestare contro la ditta Senesi che si era impegnata ad aumentare l’organico dell’azienda da 15 a 16 unità e a concedere dei privilegi ai dipendenti, come mobilità garantita, cassa integrazione e, in caso di licenziamento, reintegro

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la discarica ascolana, Relluce Ascoli, 15 maggio 2008 - I dipendenti della discarica di Relluce sul piede di guerra. Dopo il tentativo di sciopero ‘boicottato’ dai vertici della Senesi (causa comunicazione ‘tardiva’ della manifestazione), l’Ugl ha indetto una nuova serrata per l’intera giornata di mercoledì 21 maggio.

 

Le motivazioni, già comunicate ai vertici dell’azienda con una lettera datata 23 ottobre 2007, sono state illustrate, di nuovo, da Giuseppe Marucci dell’Ugl, che ha voluto chiarire il perché dell’agitazione dei dipendenti. Motivazioni che risalgono addirittura all’appalto dell’impianto di Relluce alla ditta Senesi: "Nel verbale dell’appalto — ha spiegato il rappresentante sindacale — la Senesi si impegnava ad aumentare l’organico dell’azienda da 15 a 16 unità, attraverso l’assunzione di un commissario tecnico. Assunzione che, ad oggi, non è mai avvenuta: la Senesi, in pratica, non ha rispettato quanto stabilito con la commissione".

 

Un provvedimento che, inoltre, avrebbe concesso ai dipendenti di godere dei privilegi sindacali che spettano alle aziende con più di quindici lavoratori. E dunque mobilità garantita, cassa integrazione e, in caso di licenziamento, reintegro. "Reintegro che non è stato possibile, ad esempio, per un dipendente licenziato perché malato" come aggiunge Marucci. Ma non solo. Perché l’Ugl punta il dito anche contro le condizioni in cui sono costretti ad operare i dipendenti di Relluce: secondo un monitoraggio olfattometrico portato avanti all’interno delle stabilimento dalla Progress Srl per conto della Regione, sono risultati valori 55 volte superiori ai parametri europei di riferimento.

 

"Dopo aver acquisito questo studio — continua Marucci — abbiamo informato l’Asur della situazione. Come è manifesto, i dipendenti lavorano in condizioni inaccettabili: le macchine del reparto vaglio (dove vengono ‘tagliati’ i rifiuti organici, ndr) non sono equipaggiate per evitare la produzioni delle polveri nocive emesse dai rifiuti, i nastri di trasporto sono ingombri di immondizie non smaltite, gli interventi di pulizia vengono effettuati con i macchinari in funzione, con un altissimo rischio per i dipendenti. E per tutto questo, uno sciopero è più che giustificato".

 

Intanto, l’Ascoli Servizi, che gestisce la discarica, dovrà presto presentare una nuova gara d’appalto, dopo le due proroghe concesse alla Senesi: "Vogliamo chiedere un incontro con l’Ascoli Servizi — conclude Marucci — per discutere delle condizioni del nuovo appalto e garantire così una tutela, seria, dei lavoratori".
 

Nicoletta Tempera

 









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