L'episodio di violenza si sarebbe verificato nel 2006 nell'appartamento che la giovane, dopo la separazione dei genitori, divideva con la madre e due fratelli. La donna è accusata di aver schiaffeggiato e preso a pugni la ragazza
San Benedetto, 15 maggio 2008 - Ha preso il via con la testimonianza della giovane che ha denunciato la madre di averla picchiata, il processo a carico della 43enne R.C, nata e residente a Monteprandone. Nella prima udienza, al Tribunale di San Benedetto, ieri mattina il pubblico ministero Pierluigi Acciaccaferri ha accusato la donna, di lesioni personali aggravate.
Una vicenda molto delicata in quanto le lesioni cagionate alla figlia sarebbero consistenti in varie escoriazioni e contusioni giudicate guaribili dai sanitari dell’ospedale in otto giorni. Secondo quanto dichiarato dalla giovane nel corso della testimonianza sarebbero state provocate proprio dalla donna, difesa nel procedimento dall’avvocato Mauro Schiavi.
La ragazza ha raccontato l’episodio di violenza che si sarebbe verificato nell’estate del 2006, nell’abitazione che a quel tempo, dopo la separazione dei genitori, la giovane divideva con la madre e con i due fratelli.
Alla base dell’episodio che avrebbe scatenato l’ira della donna, ci sarebbe un futile motivo: l’invito di mettere in ordine la camera da letto, non immediatamente rispettato dalla giovane. Trovando, al contrario, la ragazza ancora impegnata in conversazioni telefonica, sempre secondo quanto dichiarato dalla giovane, la donna le si sarebbe avventata, spingendola e strattonandola, afferrandola per i capelli e nel contempo schiaffeggiandola, sino a colpirla con violenti pugni.
La ragazza, chiamata a ricostruire la vicenda oggetto del procedimento, ha raccontato, inoltre, di aver dovuto subire ulteriori aggressioni per mezzo di una scopa di alluminio e di non aver immediatamente raccolto la richiesta della madre, attendendo la conclusione della conversazione telefonica. Infine ha aggiunto di essersi trasferita nell’abitazione del padre, presente all’apertura del processo, proprio successivamente all’episodio di violenza che l’aveva coinvolta.
Stefania Mezzina
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