Giuseppe Di Paolo, 52enne di Castorano, da tempo sofferente di cuore, aveva preso anche delle pastiglie per tranquillizzarsi, perché sapeva quanto avrebbe partecipato all’incontro. Momenti di gioia e delusione, fino a quel rigore sbagliato da Materazzi che gli è costato la vita
Ascoli, 13 maggio 2008 - Per amore della propria squadra si può anche morire. E’ quanto accaduto a Giuseppe Di Paolo, 52 anni, colpito da un infarto acuto mentre guardava la partita della sua Inter valevole per lo scudetto. Tutto è accaduto nella sua abitazione a Castorano.
Tutto era pronto per i grandi festeggiamenti di quello scudetto da troppo tempo atteso. Purtroppo invece dei festeggiamenti è andato in scena il dramma. Di Paolo, da tempo sofferente di cuore, aveva preso anche delle pastiglie per tranquillizzarsi, in quanto sapeva quanto avrebbe partecipato all’incontro. Momenti di gioia e delusione, fino a quel rigore sbagliato da Materazzi.
E’ tanta l’emozione, più forte l’indignazione. Si arrabbia, si stizzisce contro il suo campione, poi si sente male e si accascia. I tentativi della figlia di rianimarlo sono vani, e agli operatori del 118 accorsi sul luogo non rimane che constatare il decesso. Intorno alla sua abitazione a Villa San Silvestro è un via vai di gente commossa.
"Di Paolo era un grande tifoso interista — dichiarano alcuni giovani —. Per lui il tifo era un’arte, lo faceva in maniera leale, attenta. Amava commentare i risultati e leggere i giornali sportivi: era un vero tifoso".
Alle lacrime degli amici si aggiungono quelle di un parente che dice: "Di Paolo era un tifoso sempre pronto ad emozionarsi a gioire per la sua squadra. Da giovane si era anche allenato nella speranza di riuscire a fare il calciatore". I funerali dello sfortunato Di Paolo si celebreranno questa mattina alle 10.30 nella chiesa di San Pietro a Valle Castellana. Sulla bara sarà sistemata una maglietta dell’Inter. Di Paolo lascia la moglie e due figlie.
Maria Grazia Lappa
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