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Bernacci a Benigni: "Ha parlato troppo"

"Certe polemiche tra il patron e l’allenatore non ci hanno aiutato"

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Ascoli-Avellino, Bernacci Ascoli, 9 maggio 2008 - E’ un Bernacci sorridente quello che si presenta ai cronisti alla vigilia della sfida con il Brescia. Bernacci, cominciamo e chiudiamo con la ‘notte brava’ in Riviera: qual è il suo commento? "Che non è davvero successo niente di quanto detto. E’ stato tutto amplificato per via della rivalità tra le tifosierie, ma si è trattato di una semplice discussione. Non sono stato colpito né ho sporto denuncia. Anzi, ho intenzione di presentarmi spontaneamente ai carabinieri perché non vorrei che da questa storia ci scappasse pure qualche provvedimento ingiustificato".

 

Soddisfatto della sua stagione? "Beh, ho fatto 15 gol e credo sia un buon bottino anche se avrei preferito farne meno e aver più punti in classifica. Questo non vuol dire che potevamo competere con le prime sei come sento dire in giro, perché quelle hanno davvero fatto un campionato a parte. Però, magari, potevamo fare qualcosa di più soprattutto in trasferta".

 

Confermerebbe questo gruppo in blocco quindi? "Se si vuol puntare alla serie A non si può pensare di smantellare tutto un’altra volta, ma apportare dei correttivi a un gruppo che è cresciuto nel tempo anche grazie al lavoro del mister". Quindi lei terrebbe Iaconi? "Ho avuto pochi allenatori in carriera: Iachini, Castori e Di Carlo che poi è andato in serie A. Credo che Iaconi sia il migliore che ho incontrato finora perché è bravo e preparato. E non lo dico per fargli un piacere, ma perché lo penso veramente".

 

Le piacerebbe invece ritrovare Castori all’Ascoli? "Se il programma, ammesso che ce ne sia uno, prevede di provare a ritornare in serie A, allora ci vorrà un allenatore esperto. Uno che ha già vinto qualcosa e che possa darti quel valore aggiunto e quella sicurezza che devi avere per puntare in alto".

 

Dice così perché pensava che a questo punto del campionato, con i giochi ormai fatti, si poteva già pianificare il futuro? "Credo che se si vuole costruire una squadra forte ci si doveva già cominciare a muovere perché poi d’estate non sempre trovi gli uomini adatti al caso. Sono convinto, invece, che il presidente Benigni abbia parlato troppo durante il campionato quando invece c’era la necessità di fare gruppo. Certe polemiche tra il patron e l’allenatore in quel momento della stagione non ci hanno aiutato. Non dico a che avremmo fatto più punti, ma è sembrato un modo per scaricare le responsabilità mentre se si affonda o se si sale lo si fa tutti insieme. Il presidente Benigni ha sbagliato". E’ vero che la metà del suo cartelino è del Torino? "Ho firmato con l’Ascoli e sono in comproprietà con il Cesena. Se poi dietro all’Ascoli c’è il Torino (e sorride...) non lo so".

Valerio Rosa










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