San Bendetto, 30 aprile 2008 - Sereno, ma per niente euforico il tecnico della Samb, Guido Ugolotti. Con giudizio analizza il dato di fatto che lo rende tranquillo: la quasi certezza di avere in tasca la salvezza. ''Perché — dice parlando delle vicende extra calcistiche del Lanciano — se la Corte di Giustizia Federale dovesse emettere una sentenza diversa, restituendo i punti di penalizzazione al Lanciano, il calcio di serie C finirebbe di esistere''.
Come dire: non dovrebbero esserci problemi e tantomeno ostacoli alla salvezza della Samb. ''Che, comunque — puntualizza — contro la Sangiovannese cercherà di conquistare i 3 punti in palio''. Di qui, prende il via l’analisi a bocce ferme dell’andirivieni sulla panchina rossoblù del tecnico nato a Massa e cresciuto, calcisticamente, con la maglia della Roma.
"All'inizio tutti ci aspettavamo un campionato diverso — è l’esordio — poi invece è stato necessario adeguarsi agli imprevisti, alle cose che accadono nel campionato di C1. I ragazzi? Si sono comportati benissimo, disputando un buon torneo. Certo — corregge il tiro — non siamo qui ad esultare per la salvezza, ma non dobbiamo neppure fasciarci la testa ed abbatterci per i fischi dei tifosi al termine del derby con l’Ancona che, personalmente, ritengo esagerati. Poi, ognuno può pensarla come vuole''.
Si torna al caso Lanciano. ''Non conosco gli atti ma se una società non è in regola con l’iscrizione non è giusto che partecipi al campionato. Il Lanciano — aggiunge mister Ugolotti — può presentare i ricorsi che vuole ma gli 8 punti di penalizzazione, aggiunti ai 2 precedentemente comminati, ci stanno tutti. Sono stati inflitti a fine campionato, perché non si volevano smuovere le acque e falsare il torneo di C1''.
Breve parentesi e, nuovamente, ad analizzare l’impegno in casa Samb. A partire dalla scontata domanda. Dopo l’esonero a novembre, ha fatto un esame di coscienza per comprendere dove aveva sbagliato? ''L’errore? Forse essermi sobbarcato altre responsabilità, ma rifarei tutto, cercando di evitare l’handicap iniziale, la crescita dei ragazzi che ci hanno messo più tempo per entrare in sintonia con l’ambiente caldo del tifo rossoblù. Molti non erano abituati a sopportare tali pressioni e, da non sottovalutare, quando si cambia troppo occorre tempo perché la squadra cresca. Infine, c’è da aggiungere l’importanza dei match giocati e quelli che restavano da giocare''.
Cioè? ''La Samb è cresciuta quando gli incontri in calendario sono stati più a portata di mano e con le vittorie è anche arrivata la fiducia e il meglio dei giovani. Oltretutto — evidenzia mister Ugolotti — con la società si sono dovute fare scelte mirate, con un determinato budget e con un collettivo entro certi limiti di età. Il tasso di errore si moltiplica, diventa elevato. E’ indubbio — il mea culpa del nocchiero della navicella rossoblù — che in futuro cercherò di fare l’allenatore''.
Palladini e Ferrini out con la sua gestione poi perni insostituibili del collettivo di mister Piccioni? ''Ferrini veniva da un periodo difficile e non stava al meglio per l’aspetto fisico atletico. Palladini inizialmente non era in condizione, fermo restando che il progetto della società era quello di inserire più giovani possibile ed io ho sposato la politica della società, altrimenti non mi sarei dato la zappa sui piedi''.
Il futuro è dietro l’angolo: confermato o no? ''Vediamo cosa dirà la società in fatto di programma. Non accetterei di ripartire da zero con tutti giovani, anche perché i tifosi sono delusi e vogliono che la Samb punti in alto. Finora ho giocato sempre per la salvezza e mi piacerebbe fare un campionato ambizioso, con questa squadra''. Tradotto in termini semplici, mister Ugolotti ha già il suo progetto in testa: meglio un campionato importante sulla panchina della Samb che lottare per non retrocedere in serie B, magari a Rimini. La palla ai Tormenti!
Pasquale Bergamaschi
Ogni concorrente può partecipare con 2 corti (massimo 20 minuti). Le opere dovranno essere inviate in dvd o vhs, entro il 15 maggio, a CortoperScelta: contrada Marezi, 63010 Massignano