Occhi puntati sull’ex tecnico del Parma, che però costa molto e potrebbe tornare al Mantova
Ascoli, 9 aprile 2008 - Iaconi ha torto. Non è vero che le sue speranze di rimanere ad Ascoli siano ormai ridotte allo zero, è invece vero che sono diminuite grazie alle sue ultime esternazioni combinate con l’indecorosa prova (sono parole sue) di Treviso. Visto che tutti sono sotto esame, come dice Benigni, la pagella settimanale del tecnico non ha nemmeno sfiorato la sufficienza.
Ma di tempo per recuperare ce n’è ancora, perché pare proprio vero che la società non abbia preso una decisione né in un senso né in un altro: fino a giugno si valuterà, mettendo sulla bilancia meriti e demeriti del tecnico giuliese, dal quale la società si aspetta un finale di campionato degno.
Solo a conti fatti, dunque, si arriverà alla decisione di allungare il contratto utilizzando le opzioni che l’Ascoli e il tecnico hanno inserito l’estate scorsa nell’accordo (rimasto misterioso come ormai abitudine a corso Vittorio: ricordate il contratto di Sonetti?).
Nel frattempo, però, i dirigenti hanno cominciato a guardarsi intorno per trovare alternative nel caso in cui servisse davvero un cambio di timoniere. E l’idea più stuzzicante è stata finora quella di portare sotto le cento torri Mimmo Di Carlo, reduce dall’esonero di Parma dopo l’epopea mantovana. Voci molto accreditate riferiscono anche di un primo pour parler, dal quale però è scaturita l’impressione che Di Carlo (il quale, tra l’altro, si è abituato a stipendi abbastanza onerosi) abbia l’intenzione di riscaldare la minestra virgiliana, tornando alla corte del presidente Lori e del direttore sportivo Magalini.
Non casuale, in questo senso, la sua decisione di assistere, sabato scorso, a Rimini-Mantova. E proprio a Rimini porta un’ulteriore pista bianconera, perché l’altra idea che piace in corso Vittorio è quella di convincere Leo Acori a lasciare la Romagna dopo sette anni di onorata attività. Probabilmente la lascerà, ma andrà dove gli proporranno un progetto abbastanza ambizioso.
E poi c’è uno di quei nomi che ogni tanto ritornano: Angelo Gregucci, impelagato in una stagione non molto felice a Vicenza, ma dotato comunque di buoni crediti. Non sarebbe la prima scelta, ma nemmeno l’ultima. Tutto ciò, giova ribadirlo, non significa che Iaconi abbia i giorni contati. Purché però si prepari bene per gli ultimi otto esami stagionali.
Roberto Fiaccarini - Sabrina Vinciguerra
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