San Benedetto, 8 aprile 2008 - Profondo cordoglio a Grottammare per la tragica morte di Giovanni Fidanza, 46 anni, muratore piastrellista con una grande passione per la moto. E’ morto domenica lungo la strada che collega Norcia a Cascia, a seguito di un incidente mentre stava facendo un giro con un gruppo di amici.
Era partito da San Benedetto verso le 9. Il magistrato, che si occupa del caso, ha predisposto l’autopsia che sarà eseguita nelle prossime ore nell’obitorio dell’ospedale di Spoleto, dove è stata composta la salma e dove si trovano la moglie e i parenti della vittima, in attesa di avere notizie per il rientro del feretro. L’ora e il giorno dei funerali non sono stati fissati.
Sulla salma di Giovanni Fidanza è stata eseguita una prima ricognizione cadaverica, cui ha fatto seguito il difficile rito del riconoscimento da parte della moglie Paola Zaffignani, infermiera, ora rimasta sola con il suo bambino di 9 anni. Secondo alcune indiscrezioni il casco e la tuta dello sfortunato centauro sarebbero integri. Giovanni cadendo addosso al guard-rail avrebbe urtato un paletto metallico contro il quale ha battuto violentemente fra la spalla e il collo.
Un particolare che, ad ogni buon conto, dovrà essere accertato dall’esame autoptico disposto dalla magistratura umbra. Il motociclista grottammarese sarebbe deceduto all’istante. Nel reparto di traumatologia dell’ospedale di Spoleto restano stazionarie le condizioni di Bruno Girolami, 53 anni, l’altro motociclista rimasto coinvolto nello stesso incidente.
L’idraulico sambenedettese ha riportato una serie di contusioni e fratture, ma non corre pericolo di vita. Non ci sono novità sulla dinamica del drammatico incidente maturato all’interno dello stesso gruppo di amici che spesso facevano lunghe uscite in moto.
E’ accaduto in fondo ad un lungo rettilineo, non molto distante dal santuario di Santa Rita. Nell’imboccare una curva, i due sfortunati motociclisti sono caduti finendo addosso al guard-rail e poi, per Giovanni, il volo nella scarpata. Inutili i soccorsi del 118 chiamati dai compagni di viaggio.
Marcello Iezzi
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