La questione dei 490 posti auto è ancora sospesa, insieme alla questione dell’abolizione delle multe per lo sforamento dell’orario della sosta. Nell'incontro di oggi si cercherà una soluzione
Ascoli, 8 aprile 2008 - Arriva il giorno della verità per l’affaire parcheggi. Dalla sentenza dicembrina del Tar alla mancata richiesta di sospensiva al Consiglio di Stato, passando attraverso polemiche, impegni del consiglio comunale e paziente attesa dei cittadini, di tempo ne è passato.
E la questione dei 490 posti auto rimasti ‘tra color che son sospesi’ è ancora tutta da risolvere. Insieme all’altra questione: quella dell’abolizione delle multe per lo sforamento dell’orario della sosta. Oggi si parlerà una volta per tutte di soluzioni.
Con il sindaco che incontrerà i responsabili della Saba Italia per sciogliere una volta per tutte ogni dubbio. Quale sarà la scelta dell’amministrazione comunale, al momento, è difficile prevederlo, considerando che c’è sul tavolo la vecchia promessa di un passaggio transitorio dei posti nelle mani dei residenti e, per le zone periferiche, a sosta libera con disco orario.
Ma bisognerà anche vedere come far quadrare i conti della società che gestisce i parcheggi e che già più volte aveva lamentato un deficit di incassi, rispetto al piano finanziario originario, a causa del minor numero di posti attivati.
Certo è, a questo punto, che senza la sospensiva alla sentenza già esecutiva del Tar, l’Arengo non potrà più esimersi dal prendere una decisione, considerando anche che – esclusa dal Consiglio di Stato una possibile accelerazione dei tempi – per il giudizio di merito da parte dei giudici d’appello amministrativo potrebbe trascorrere addirittura più di un anno.
E, chiaramente, non è ipotizzabile che quei posti a pagamento restino così, con le strisce blu e le macchinette funzionanti, ma con la Saba a tenere una gestione separata degli incassi sapendo che poi, qualora si andasse alla fine a confermare la sentenza del Tar, si dovrebbero teoricamente restituire tutti i soldi indebitamente incassati.
Se poi, come se non bastasse, si va ad aggiungere anche la predisposizione di un ulteriore ricorso, da parte della cooperativa Boni (che gestiva i posti a raso prima del 2002) per un’esecuzione coattiva della sentenza del Tar, finora non avvenuta, ecco che lo scenario è completo. Uno scenario intricatissimo se solo si pensa all’imbrigliarsi della matassa tra convenzione attuale, appalto precedente, eventuale nuova gara e soldi incassati da dicembre fino a questo momento. Tutti motivi che spingono il sindaco a trovare subito, insieme a tecnici e giunta, una soluzione al problema. Magari già oggi.
Luca Marcolini
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