I responsabili del fondo di investimento cinese China Investiment, che da mesi stanno studiando carte alla mano la situazione della ex Mondadori arriveranno il 15 o il 16 aprile. Borgioni, dal canto suo, non ha mai nascosto il suo interesse per la cartiera
Ascoli, 6 aprile 2008 - I responsabili del fondo di investimento cinese China Investiment, che da mesi stanno studiando carte alla mano la situazione della ex Mondadori di Ascoli per una possibile acquisizione, saranno in città intorno alla metà di aprile, il 15 o il 16. Avvocati, commercialisti e specialisti si siederanno allo stesso tavolo della multinazionale finlandese per stringere sulla cessione dello stabilimento che a novembre ha smesso di produrre, mandando a casa circa 200 operai.
La pista legata all’acquisto da parte della Cina, una delle ipotesi più accreditate sin dall’inizio, sembra procedere speditamente anche con l’appoggio deli lavoratori rimasti che si dicono ben disposti alla cessione ai cinesi. La trattativa va avanti nel più assoluto riserbo, attraverso la mediazione di Andrea Maurizi, architetto maceratese che fa da intermediario tra la Cina e i vertici torinesi della Ahlstrom. Ipotesi orientale a parte, nel futuro della cartiera si è affacciata anche una cordata fatta di imprenditori locali che sarebbero interessati a prendere in mano la situazione.
Cordata annunciata da Torino nell’ultimo incontro fatto in teleconferenza nella sala giunta della Provincia con operai, sindacati e istituzioni. Proprio in quell’occasione, intorno alla metà di marzo, la multinazionale aveva detto chiaramente che l’ipotesi cinese si stava indebolendo, mentre forte era l’avanzata del gruppo locale. Tra i nomi più quotati c’è quello dell’imprenditore ascolano Maurizio Borgioni, impegnato nel settore dell’imballaggio.
Borgioni, dal canto suo, non ha mai nascosto il suo interesse per la cartiera, anche se dall’inizio ha ribadito la necessità di fare ingenti investimenti perché il tipo di carta che viene prodotto nella fabbrica non corrisponde a quello di cui ha bisogno per la sua attività. Per queste ragioni sarebbe necessaria una revisione quasi totale dei processi di produzione. Ipotesi che non ha conquistato il consenso dei lavoratori che negli anni hanno acquisito professionalità difficilmente spendibili altrove.
La Galleria si apre all’arte orafa ospitando una mostra di gioielli, ideati da Simonetta Castelli. "Ogni mio gioiello, è un pezzo unico, eseguito a mano. Tutti sono l'esaltazioni di pietre naturali, dai colori incredibili"