Ascoli, 6 aprile 2008 - Ivo iaconi la prende naturalmente con la giusta filosofia: perdere dispiace sempre ma un po’ meno quando al campionato non si può più chiedere alcunché. "Vittoria indubbiamente meritata, credo che la differenza l’abbiano fatta le diverse motivazioni— dice il tecnico bianconero — il risultato è giusto, anzi soprattutto nel primo tempo poteva andarci peggio. La squadra era disordinata, molto superficiale".
Proprio non si poteva pretendere qualcosa di più?
"Io direi di no, nel senso che l’Ascoli è una squadra giovane, ricostruita da capo a fondo e che a mio avviso sta facendo comunque una buona annata, ovvio che non bisognerebbe vanificarla con un finale di stagione sottotono, bisogna onorare il campionato sino alla fine".
Però contro il Bologna si era visto un altro Ascoli.
"Beh, in casa riusciamo ad esprimerci al meglio, in trasferta invece facciamo un po’ più di fatica ed il nostro rendimento lontano da casa non ci ha permesso di essere ancora più in alto".
Cosa chiedete allora a questi due mesi finali?
"Di finire bene, di difendere la nostra posizione in classifica e perché no, anche di migliorarla".
Poi il discorso scivola sul futuro e sulla quella dichiarazione di sabato stranamente pessimista: "Ad oggi credo che la percentuale relaiva alla mia non permanenza è intorno al centro per cento", aveva detto il tecnico, soprendendo un po’ tutti, visto che in tempi recentissimi le sue parole erano state ben diverse. E ieri, Iaconi ha attenuato un po’ le sue amare prospettive: "Ho solo detto che le percentuali della mia permanenza sono basse in questo momento, perché ci sono molte cose da vedere e valutare, poi perché, come sostiene il patron, siamo tutti sotto esame. Insomma, il discorso è tutto da affrontare". Come retromarcia non convince tantissimo.
Sulla sponda opposta Bepi Pillon in fondo non riesce a gioire completamente nemmeno quando torna a vincere dopo un’eternità. "Non capisco, creiamo occasioni su occasioni ma alla prima disattenzione becchiamo il gol. E questo era successo anche a Frosinone. Nel secondo tempo i ragazzi sono stati bravi a trovare la rete, poi in 11 contro 10 abbiamo cercato di amministrare la partita cercando magari il terzo gol ma stando però sempre molto attenti in difesa dove negli ultimi minuti spesso abbiamo subito. Il fatto di aver creato palle gol significa che il Treviso sul piano del gioco sta crescendo, ma quando arriviamo davanti al portiere ci manca la serenità: avessimo avuto 10 punti in più quelle occasioni sarebbero state altrettante reti".
Si. Fo.
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