Ascoli, 1 aprile 2008 - C'è un cartello che da circa tre mesi campeggia davanti al cancello d’ingresso della ex cartiera Mondadori: "China investiment fatevi avanti. I lavoratori della cartiera vi stanno aspettando".
L’invito è chiaro ed è rivolto, ormai da tempo, a chi, secondo i lavoratori della cartiera, è il gruppo che al meglio può garantire il futuro dello stabilimento ascolano. Un futuro avvolto nell’incertezza, dopo la chiusura imposta dai vertici della multinazionale finlandese Ahlstrom che nell’agosto del 1998 ha rilevato la fabbrica ascolana.
Il secondo incontro tra i vertici italiani della Ahlstrom, le istituzioni, i rappresentanti sindacali e gli operai, annunciato per la prima settimana di aprile, slitterà dopo l’appuntamento elettorale del 12 e 13 e sarà fissato con molta probabilità intorno alla metà del mese. Intanto, la scorsa settimana una ventina di lavoratori, che stanno lottando affinché la struttura torni a produrre carta a pieno ritmo, hanno incontrato il presidente della provincia Massimo Rossi.
Un colloquio voluto dagli operai e legato alla loro volontà di mostrare il loro ‘appoggio’ all’avanzata cinese mediata dall’architetto Andrea Maurizi, che si fa sempre più concreta. "Il tipo di carta che produciamo — spiega Cesare Mariotti, uno degli operai — troverebbe molto spazio all’interno della Cina. I cinesi fino ad oggi si sono dimostrati i più concreti e i più seri".
I compratori in arrivo dall’Oriente sarebbero disposti ad assorbire tutto il personale rimasto senza lavoro, come auspicano gli stessi operai e i sindacati. «Non vogliamo che qualche imprenditore locale si faccia avanti dando false speranze solo per farsi pubblicità, e tantomeno che il sito venga snaturato» conclude Mariotti che ha oltre vent’anni di esperienza tra le mura della cartiera. I lavoratori hanno sottolineato la necessità di stringere i tempi delle trattative perché più i macchinari restano fermi e maggiore è il rischio che si deteriorino. L’ipotesi della cordata locale è comunque ancora in piedi, come quella legata all’acquisizione da parte dell’imprenditore ascolano Maurizio Borgioni, impegnato nel settore dell’imballaggio. Borgioni non ha nascosto il suo interessamento per il sito ascolano spiegando però che il suo sarebbe più che altro un progetto di riconversione della fabbrica che fino ad oggi ha prodotto carta di natura diversa rispetto a quella utilizzata per l’attività svolta nei suoi impianti.
Emanuela Astolfi
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