Ascoli, 1 aprile 2008 - Il cerino acceso da Bugaro (nella foto), consigliere regionale anconetano, rischia di incendiare la Sala della Ragione. E di bruciare, con essa, l’ultimo anno di mandato del sindaco, della giunta, del consiglio comunale. Una frase forte, quella dell’esponente dorico del Pdl, che ipotizzava un accordo di Ciccanti col centrosinistra per le prossime amministrative.
E che l’aria sia tesa, nella maggioranza di centrodestra a Palazzo dei Capitani, lo si capisce dal parlottare fitto fitto, in qualche angolo appartato, tra il sindaco, Guido Castelli, qualche assessore o consigliere. E lo si capisce ancor di più dall’intervento introduttivo al bilancio di previsione del sindaco, Piero Celani.
Parole che suonano come un 'volemose bene', con il ringraziamento tipico del rush finale da ultimo anno di mandato, facendo riferimento esplicito alla fedeltà dimostrata da tutti i partiti della maggioranza, Fi, An e soprattutto Udc.
Addirittura un grazie va anche all’opposizione per aver stimolato e pungolato, seppure in maniera polemica, l’amministrazione comunale a fare il bene della città. Poi, quando apre bocca Manes, capogruppo dell’Udc, arriva ciò che era nell’aria e che il centrodestra temeva: una esplicita richiesta di solidarietà all’Udc e al senatore Ciccanti dopo le accuse del consigliere regionale Bulgaro all’inaugurazione della sede ascolana del Pdl.
Manes butta lì, sul piatto della discussione, anche il termine temporale del voto di bilancio, per ottenere una esplicita presa di posizione, a difesa dell’Udc e anche della compattezza della maggioranza cittadina, ascolana. Quello di Bugaro viene recepito, dall’Udc, come una volontà di distruggere la coesione del centrodestra ascolano per fini elettorali.
Ed ecco la richiesta di una esplicita solidarietà, subito, prima di varare il bilancio di previsione. Lasciando nell’aria l’ipotesi di una possibile bocciatura del documento contabile a fronte dell’eventuale indifferenza sul caso Ciccanti-Bugaro.
Subito arrivano gli interventi di Ometti, di Galosi, di Brugni. Con parole tese a prendere le distanze dalle dichiarazioni del consigliere regionale anconetano, "dettate dai toni e dalle motivazioni della campagna elettorale, ma che non devono avere nessuna influenza sulla vita amministrativa ascolana”.
Arriva, a seguire, l’intervento della coordinatrice comunale del Pd, Anna Casini, che “non notando una netta espressione di censura su Bugaro e di solidarietà a Ciccanti e all’Udc” se ne fa carico a nome del Partito democratico, essendo stato tirato in ballo in maniera penalizzante “anche il candidato del Pd Luciano Agostini”.
Brugni e Allevi, subito dopo, innescano un violento battibecco con scambio di accuse tutte interne agli schieramenti. Alla fine si ritorna a parlare di bilancio, con le voci di corridoio a confermare, prima del voto previsto a tarda sera, di una ritrovata coesione nella maggioranza.
Luca Marcolini
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