Renna, Giampaolo, Campanini e tanti altri presenti all'evento. Carletto Mazzone: "Costantino è e resterà sempre nei nostri cuori. Gli devo tutto"
Ascoli, 31 marzo 2008 - Alla fine chi non c’era si è perso davvero una serata indimenticabile e non solo. La kermesse benefica al teatro Ventidio Basso intitolata 'Emozioni Bianconere' è stata un gran successo e i complimenti vanno fatti anche a tutti coloro che hanno partecipato (e sono stati tanti) che hanno permesso all’organizzazione di incassare ben 15.000 euro devoluti, con tanto di assegnone in diretta, al reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale Mazzoni diretto dai professori Carlucci e Ruffini. Patron Roberto Benigni è parso particolarmente soddisfatto così come Battista Faraotti, titolare dell’azienda Fainplast che hanno fortemente voluto questo evento.
Splendida come sempre, Cecilia Capriotti ha dato quel tocco di fascino alla serata. Bravo e competente, Antonello Profita ha fatto da collante in una kermesse in cui si rischiava davvero di fare l’alba tra ricordi, anneddoti e immagini amarcord. Mattatore della serata è stato indubbiamente Carletto Mazzone ribattezzato per l’occasione 'l’imperatore'. A lui è stata concessa l’ultima parte della serata, quella più commovente ma anche più divertente con i ricordi legati al presidentissimo Rozzi e con gli aneddoti di quell’Ascoli che faceva impazzire di gioia i suoi tifosi.
L’apertura, invece, è stata affidata a mister Mimmo Renna, indimenticato tecnico dell’Ascoli dei record. Renna è stato intervistato da Tonino Carino che a quei tempi curava il servizi della Rai per Novantesimo Minuto. Renna ha ricordato alcuni episodi curiosi di quell’Ascoli mentre alle sue spalle scorrevano le immagini del nuovo Dvd, con la doppietta di Quadri nel derby contro la Samb. Il tecnico leccese ha anche svelato il segreto di quella squadra costruita d’estate sulla cessione del bomber Villa al Cagliari per 500.000 lire.
"Con quei soldi — ha detto — i nostri due addetti al mercato, Regoli e Panichi costruirono una formazione invincibile che aveva in ‘Pinuccio’ Greco il suo perno. Avevo visto giocare Greco al mare a Lecce in una partitella sulla spiaggia. Era un ‘furetto’ a centrocampo, un cattura-palloni ma con i piedi d’oro, capace di ribaltare l’azione con improvise verticalizzazioni che ci facevano spesso trovare in superiorità numerica nella metà campo avversaria. E’ stato quello il segreto di quell’Ascoli che aveva tanta qualità ma anche tanta voglia di emergere. La difficoltà più grande fu solo begli ultimi due mesi — ha proseguito Renna — quando la squadra già promossa aveva ben 17 punti sulla terza e non aveva più stimoli. Il presidente Rozzi voleva però che si arrivasse a 60 punti e così ogni settimana mi dovevo inventare qualcosa per stimolare i giocatori. Alla fine — ha concluo Renna — di punti ne abbiamo fatti 61 ed è stata grande festa tanto che poi il presidente Rozzi ha regalato un orologio d’oro a ognuno di noi, in ricordo di una stagione indimenticabile".
A introdurre, poi, Marco Giampaolo è stato l’attore Neri Marcorè in versione Sandro Piccinini. Il tecnico di Giulianova è salito sul palco mentre alle spalle veniva proiettatata l’immagine del gol sotto la pioggia di Cudini contro il Milan. Un applauso di oltre due minuti ha ritardato il saluto del tecnico dell’ultima promozione, e Giampaolo si è commosso. "Non credevo in un accoglienza del genere (e qualcuno ha anche gridato "Torna da noi"). Ringrazio tutti, perchè Ascoli sarà sempre nel mio cuore e ringrazio soprattutto il presidente Benigni che ha puntato su un tecnico senza patentino e fuori dalle regole. Un saluto poi devo farlo al mio collega Massimo Silva con cui si è creata anche una bella amicizia nonostante poi le nostre strade si siano separate".
Dopo le imitazioni di Neri Marcorè, la chiusura è stata affidata a Carlo Mazzone, intervistato dal collega Giorgio Aquilanti di Tva Telecentro e con la simpatica presenza del bomber Renato Campanini. "Ai giovani tifosi e calciatori dell’Ascoli dico solo: che ve sete persi!!! L’Ascoli degli anni nostri è stato l’orgoglio della città e ha fatto conoscere il Piceno nel mondo. Per questo vi dico di vedere le immagini del Dvd e tenerle strette nei ricordi più belli perchè io sono consuocero di Benigni, ma il mio presidente è e resterà sempre Costantino Rozzi". E il teatro è esploso in un boato stile gol allo stadio. "A mister Iaconi — ha concluso Mazzone — dico solo che ha fatto un buon lavoro ma il prossimo anno vogliamo essere protagonisti perchè io tifo Ascoli seppure in silenzio da casa. E a Benigni dico: presidè, mò devi caccià i soldi pe fa ’na bella squadra". E giù ancora applausi.
Valerio Rosa
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