Italia News
SPORT  TV   FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
SCUOLA MEDIA "MARIA IMMACOLATA"

La storia del Forte Malatesta

Tempo fa, un uomo molto crudele e brutto era soprannominato ‘Il Malatesta’, per via del forte mal di testa che lo tormentava dalla mattina alla sera
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Alcuni alunni a scuola Ascoli, 13 marzo 2008 - Tanto tempo fa, in un villaggio chiamato Ascoli Piceno, viveva un uomo molto crudele e brutto; era soprannominato ‘Il Malatesta’, per via del forte mal di testa che lo tormentava dalla mattina alla sera; infatti c’era un solo un giorno all’anno in cui non accusava quel fastidioso malessere. Abitava in un palazzo molto grande di color marrone scuro, in mezzo a una distesa d’erba ricoperta di bei girasoli. Per arrivare al suo palazzo bisognava oltrepassare uno stretto e antico ponticello di legno, che stava cadendo a pezzi ed era molto pericoloso da oltrepassare, perché si poteva cadere nel fiume sottostante. Prima di poter entrare nella sua grande reggia era necessario chiedere il permesso ad una delle due guardie, che poi andavano a chiamare il padrone, il signor Malatesta.

 

Quest’uomo, l’unico giorno che non avvertiva il dolore alla testa, volle andare a fare una passeggiata per le sue terre. Mentre stava camminando, udì un soave canto che si avvicinava sempre più. Il dolce motivetto proveniva da una giovane fanciulla che era dinanzi ad una quercia; appena vide l’uomo la bella ragazza si impaurì e smise di cantare. Malatesta allora la tranquillizzò, dicendo che era un uomo dal cuore dolce, ma in realtà non lo era affatto. Le aveva detto così solo perché, come la vide, le piacque moltissimo e se ne innamorò subito. La fanciulla credette alle sue parole, quindi andò con lui nel suo palazzo.

 

Quando si trovò davanti alla maestosa dimora ebbe un po’ paura e quindi cercò di scappare, ma le guardie, che accompagnavano il padrone, le sbarrarono la strada. Allora la giovane scoppiò a piangere, ma le sentinelle non ebbero compassione e la portarono con forza all’interno della reggia. Quando le guardie chiusero il portone, la fanciulla iniziò a maltrattare il Malatesta che, alla fine, la caricò di forza sulle spalle, mentre la ragazza gridava dandogli calci sia sul petto che sulla schiena. Malatesta, preso dall’ira, la rinchiuse in una stanza buia e cupa.

 

La giovane ragazza non amava quel brutto uomo, bensì un giovane cavaliere dagli occhi azzurri più del cielo. Quando venne a sapere del rapimento della sua amata, il ragazzo corse subito a prendere il cavallo e, agile come un fulmine, salì in sella e in un lampo arrivò al castello, superando tutti gli ostacoli. Quando si trovò davanti le guardie, disse di essere un consigliere del regno di Trisungo; allora le sentinelle fecero affacciare da una delle cento finestre della reggia il Malatesta, che si mostrò arrogante e, quando vide il coraggioso ragazzo, lo fece rinchiudere nella stanza più oscura e sotterranea del castello.

 



Il Malatesta sapeva che quel giovane era fidanzato con la ragazza che aveva catturato: infatti aveva trovato, vicino alla camera della dama, una sua foto con scritta dietro una bellissima frase d’amore. La giovinetta venne a sapere della prigionia del suo amato, quindi supplicò l’odioso proprietario del castello, dicendogli se poteva almeno trascorrere con lui la prigionia. Il Malatesta non fece molte storie ed accettò, anche perché non sapeva cosa farsene di una ragazza che piangeva giorno e notte per la solitudine. Quando si incontrò con il suo amato, la fanciulla scoppiò in lacrime dalla gioia e i due innamorati si abbracciarono amorevolmente.

 

A loro infatti non importava di essere in luogo lugubre e solitario, ma volevano solo essere felici e stare insieme. Si dice che i due ragazzi non uscirono mai più da quella prigione e morirono lì. Ancora oggi si narra che le loro anime vaghino per il carcere e le loro ossa giacciano in una buca scavata dalla ragazza, che fu l’ultima a perdere la vita. Questa storia, oltre a farci capire che l’amore vero esiste, vuole spiegare anche com’è nato il famoso carcere Malatesta. Il malvagio proprietario, infatti, dopo l’episodio dei due giovani amanti, trasformò quell’oscuro castello in un carcere, dandogli il suo nome.

Isabella Di Lorenzo - Classe I










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro