Spinetoli, 12 marzo 2008 - Anch'io ho vissuto l’amara esperienza della mancanza di un parente, mia nonna. Ricordo quando la domenica andavo a trovarla. Era sempre energica, con quei capelli bianchi e la statura minuta. Quando arrivavo da lei mi stringeva tra le sue braccia calde e morbide. Erano come barriere protettive e io mi sentivo al sicuro. Cucinava sempre e non c’era nulla che non riuscisse a fare ai fornelli. Ricordo quando insieme andavamo negli immensi prati verdi della sua campagna.
Raccoglievamo dei fiori, oppure, alcune volte, mi faceva giocare con le sue galline. Mi piaceva tantissimo rincorrerle, oppure portagli da mangiare. A volte venivano anche mio fratello Andrea e mio cugino Alessio. Tornavamo a casa stanchissimi perché ci divertivamo così tanto da essere sfiniti. Spesso mia nonna portava dei pic-nic che divoravo velocemente per quanto fossero buoni... degni di un re. Mi viziava sempre; quando la mamma mi rimproverava c’era sempre lei a difendermi, ad asciugarmi le lacrime quando prendevo uno schiaffo per qualche marachella. Si, proprio così, lei c’era sempre.
Una maledetta notte un ictus celebrale la colpì. Riusciva a fare solo pochi passi al giorno. Con il passare del tempo si è ‘allettata’ e per me è stato un grande trauma, piangevo ogni volta che pensavo a lei. Ogni domenica andavo a trovarla nella sua stanza accanto all’enorme cucina dove era solito preparare cose squisite per tutti. Adesso la sua giornata la trascorreva su un letto, immobile e senza dire una parola. Io mi sedevo vicino a lei e le parlavo. Poi andavo a raccogliere dei fiori dove prima facevamo lunghe passeggiate. I suoi fiori preferiti erano le margherite e per farla sentire meglio gliele mettevo sul comodino.
Dopo quattro anni di agonia su quel letto, che ormai era parte di lei, è morta. Non ho assistito al momento del suo ultimo respiro perché mia madre mi ha mandato a giocare con gli amici, ma io non ce la facevo e mi sono chiuso in me stesso. C’era un rapporto speciale tra noi e così rimarrà per sempre. Quando venne tumulata sentii un brivido lungo la schiena e incominciai a piangere. Mi manca molto nella mia vita non ci sarà mai una persona come mia nonna che mi coccolava e lo farà per sempre. Spero fra tanti anni di riuscire anch’io ad essere per i miei nipoti quello che lei è stata per me.