scoli Piceno, 8 marzo 2008 - Un nuovo modo di vivere le relazioni deve nascere soprattutto fra i giovani: la solidarietà come coscienza della condivisione, del sostegno morale e materiale. Noi ragazzi del terzo millennio siamo nuovi a questo stile di vita che non apparteneva ai nostri coetanei del XX secolo quando un gesto di solidarietà era inteso soprattutto come atto d’amore cristiano: "ama il prossimo tuo come te stesso". Quanti modelli di vita sono cambiati! L’informatica, la cibernetica, la robotica, il turismo di massa, la globalizzazione hanno migliorato la qualità della nostra vita quotidiana, ma la solidarietà deve essere uno stimolo quotidiano per migliorare la nostra coscienza di cittadini consapevoli.
Sorge l’esigenza di cambiare la cultura del comportamento attraverso l’acquisizione di un ruolo attivo per la garanzia e tutela dei diritti di tutti gli esseri umani e la diffusione di un nuovo modo di essere, basato sulla cooperazione e sulla condivisione. Anche la scuola rinnova i propri obiettivi educativi, ponendo l’educazione alla solidarietà come meta formativa principale, proprio perché i ragazzi di oggi vivono in contesti multietnici. Numerosi sono gli stranieri che condividono con noi esperienze culturali ed affettive e solo grazie alla nostra condivisione possono integrarsi in modo sereno e costruttivo. Certo,non è sempre facile lo scambio; ci sono difficoltà oggettive quali la lingua, le abitudini, gli usi e i costumi che talvolta ostacolano la relazione provocando emarginazione e frustrazione. In questo processo, coloro che soffrono di più sono i deboli, che spesso fuggono dalla realtà rifugiandosi nella nostalgia della memoria e nell’isolamento.
L’emarginazione è frutto dell’indifferenza di chi, con pregiudizio, considera la pelle colorata una caratteristica fondamentale per vivere ai margini, e genera atteggiamenti di prepotenza e di intolleranza che si manifestano con offese e minacce. L’esigenza di proporre a scuola un progetto di 'Educazione alla solidarietà' nasce dall’analisi della realtà sociale in cui viviamo dove purtroppo la violenza e l’intolleranza generano spesso fenomeni di dolore e di sopraffazione che devono essere sempre e comunque combattuti. Crediamo fermamente che la società , di cui un gradino fondamentale è la scuola, per essere considerata civile, debba poggiare su valori universalmente riconosciuti quali la dignità dell’uomo e l’integrazione sociale, come recita l’articolo 3 della Costituzione. Sui banchi si sperimenta la solidarietà attraverso il contatto e i racconti dei volontari che si impegnano quotidianamente, senza scopo di lucro, nel dare il proprio aiuto a chi ha bisogno.
Il Progetto 'Cittadinanza attiva: Il Volontariato' indetto dal Centro Servizi Volontariato e al quale la nostra scuola partecipa da 10 anni, ci proietta nel mondo concreto della solidarietà stimolando la nostra sensibilità e le nostre conoscenze. Volontariato, quindi, da vivere a scuola. Come? Perché? Verso chi? Facilissimo! Molti hanno bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di tutti. Nella didattica viene chiamato ‘cooperative learning’, ma in classe si respira il suo significato più profondo: collaborazione, aiuto, reciprocità nell’esperienza sociale e nell’apprendimento. "Nessuno deve rimanere indietro, tutti devono vivere l’armonia generata dall’equilibrio delle parti" è il motto che ci guida per diventare ‘Mister Cittadino’ come recita il titolo del progetto. Crediamo che la strada verso l’accoglienza e la solidarietà passi attraverso una valida formazione culturale: la cultura consente di uscire presto da atteggiamenti istintivi e spesso irrazionali per lasciar spazio ad una maggior saggezza.
Classe 2D
Il pianista ascolano ha preso parte ad un incontro con gli studenti dell'Istituto Agrario 'Celsio Ulpiani', ha tenuto un concerto-dibattito nell'ambito dei festeggiamenti per i 125 anni di vita della scuola, che ha sede ad Ascoli. "La politica? in questo momento non mi entusiasma"