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Ascoli

SCUOLA MANZONI-SACCONI SAN BENEDETTO

'Un orto in Mali', un’occasione per aiutare i bambini africani

Questa iniziativa sostiene i bisogni della popolazione maliana. Ad esempio, sono stati costruiti pozzi, impianti idraulici ed elettrici, fornendo così luce agli edifici scolastici

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bambini africani in orfanatrofio San Benedetto, 4 marzo 2008 - 'Costruiamo un orto in Mali': questo è il nome di un progetto che vede impegnato il console onorario d’Italia in Mali – una nazione africana molto povera – Loriana Dembelè, e che è stato presentato lo scorso 30 novembre, 'Giornata Mondiale dell’Alimentazione', alla sala consiliare del Comune di San Benedetto. La giornata è stata organizzata dalla Fondazione Libero Bizzarri.

 

La signora Dembelè ha sposato un abitante del Mali e da allora si è impegnata a realizzare un progetto per sostenere i bisogni della popolazione maliana. Ad esempio, sono stati costruiti pozzi, impianti idraulici ed elettrici, fornendo così luce agli edifici scolastici. Il console ha messo in evidenza le differenze dello stile di vita tra i bambini nord-occidentali e quelli africani: mentre in Europa c’è persino l’imbarazzo nella scelta dei cibi, i bambini africani si devono accontentare di acqua sporca e di riso non concimato.

 

I ragazzi, chiamati ‘sciamassa’, per ottenere quel poco cibo necessario alla sopravvivenza devono lavorare duramente: ad esempio le ragazze in età scolare pestano il grano con un mortaio detto 'takù', che pesa circa ventidue chilogrammi. A causa delle condizioni di lavoro e di vita molto difficili, si verificano molte malattie, infezioni e anche i decessi di molte persone, spesso provocate dai materiali chimici adoperati per estrarre l’oro dai corsi di acqua che la inquinano.

 

La console Loriana Dembelè, con il suo lavoro, ha permesso di ridurre i decessi perché l’acqua ricavata dai pozzi costruiti attraverso il suo impegno è potabile e quindi non conduttrice di infezioni. All’incontro hanno partecipato i ragazzi della ‘Corso di Cinema’ della nostra scuola, che hanno appreso le difficili condizioni di vita dei ragazzi del Mali, convincendosi però che con un po’ di sacrificio anche per i giovani italiani sarebbe possibile aiutare quella popolazione a vivere meglio e più a lungo. I ragazzi del ‘Corso di Cinema’ hanno anche prodotto uno spot sui diritti umani a seguito di questa visita.










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