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Ascoli

EX CARTIERA

La Cina avanza, l'Ahlstrom no
"Ultimo contatto a dicembre"

Per il momento la multinazionale svedese appare marginale anche perché i contatti tra la cordata cinese e la sede italiana della Ahlstrom sono molto difficili. Ma quella del fondo d’investimento cinese per adesso è l’unica proposta concreta

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Ingresso della cartiera ascolana Ahlstrom Ascoli Piceno, 20 febbraio 2008 - La Cina va avanti. In questi giorni i rappresentanti del fondo di investimenti 'China Investiment' stanno sondando alcuni studi legali del nord Italia per scegliere i professionisti che dovranno andare a vedere le carte della Ahlstrom.

 

E’ questo il primo passo che sarà compito, dopodichè si passerà ai tecnici che andranno a vedere i conti dell’azienda per capire come procedere su entrambi i fondi. Come è prassi in Cina, essendo la Hi-Fu, la società che fa import export di carta praticamente sotto il controllo dello Stato, la trattativa con i vertici dell’azienda viene affidata al fondo 'China investiment' che è la cassaforte istituita proprio per le acquisizioni sull’estero.

 

Ma come va avanti questa trattativa? Per il momento la multinazionale svedese appare marginale anche perché i contatti tra la cordata cinese e la sede italiana della Ahlstrom sono molto difficili.

 

"Abbiamo passato alla segreteria di Luciano Agostimi in Regione — dice Andrea Maurizi, il referente italiano per i cinesi — quaranta minuti al telefono per cercare di contattare i vertici della società finlandese a Torino. Tutto quanto è risultato vano per cui in questo momento la trattativa corre solamente sulla base delle indicazioni che arrivano dal potere istituzionale e da quello sindacale attraverso il referente regionale della categoria della Cgil. L’ultima volta che abbiamo parlato con Torino? L’unica occasione risale a fine dicembre. Non so il perché i vertici della società finlandese non si fanno vedere. Occorrerebbe chiederlo a loro".

 

In tutta questa vicenda, che va avanti ormai da mesi, c’è però una certezza. "L’unica cosa certa di questa faccenda — conclude Maurizi — è che la lettera di intenti firmata dalla China Investiment è arrivata la passata settimana. Insomma i cinesi sono disposti a guardare le carte per stringere questa trattativa: si stanno infatti scegliendo gli studi legali e commerciali che dovranno vagliare la situazione dello stabilimento ascolano".

 

Quella del fondo d’investimento cinese per adesso è l’unica proposta concreta che è stata fatta per l’acquisizione dello storico stabilimento ex Mondadori di Ascoli. Il management della Ahlstrom aveva ribadito che rispetto alla riunione avvenuta a Roma con istituzioni e sindacati non c’era novità per quanto riguarda la vendita dello stabilimento. Nessun imprenditore italiano aveva, infatti, formulato proposte.










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