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FOODINVEST

Malavolta licenzia ottantasei dipendenti via posta

Ai sindacati la notizia è arrivata per fax e ora hanno 75 giorni di tempo per trovare un accordo con l’azienda. La chiusura dello stabilimento di Porto d'Ascoli potrebbe trascinare nella crisi anche tutte le aziende dell'indotto

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Foodinvest occupata, operai San Benedetto del Tronto, 2 febbraio 2008 - Ieri sera le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno ricevuto il fax che riportava la decisione del vertice del gruppo Malavolta di avviare la procedura di mobilità per tutto il personale dello stabilimento di Porto d'Ascoli. "Licenziamento di tutto il personale" ci sarebbe scritto nella triste missiva secondo quanto riferito dagli stessi rappresentanti dei lavoratori.

 

Complessivamente i 'tagli' dovrebbero riguardare 86 addetti tra uomini e donne dello storico sito produttivo di Porto d'Ascoli. A questi vanno aggiunti gli addetti stagionali e coloro che lavorano nelle aziende dell'indotto collegate allo stabilimento e gli agricoltori. In pratica secondo stime approssimative rischiano il posto circa 500 addetti nel Piceno.


La notizia era già nell'aria da ieri mattina e la voce si era diffusa tra gli stessi lavoratori dello stabilimento. Nel pomeriggio il direttore dello stabilimento sarebbe stato convocato a Teramo e dopo poco tempo ai sindacalisti è giunto il triste fax. Ora la procedura di mobilità prevede l'inizio della fase di contrattazione tra azienda e sindacati che durerà per 75 giorni entro i quali si dovranno individuare delle soluzioni e sottoscrivere eventualmente il verbale di accordo altrimenti la proprietà potrà dare avvio ai licenziamenti.

 

La decisione adottata dalla proprietà arriva a distanza di qualche giorno dall'inizio della procedura di concordato preventivo emessa dal Tribunale di Ascoli. Nella lettera inviata ieri il vertice dell'azienda fa riferimento anche alle ricadute negative che tale decisione provocherà indicando anche la proposta di ricollocare in altre aziende il personale dichiarato in esubero. Le motivazioni addotte dalla famiglia Malavolta suonano in maniera ancor più preoccupante in quanto confermano la volontà di cessare l'attività nello stabilimento di Porto d'Ascoli.

Una decisione adottata a febbraio che stride non poco con le opportunità legate alla commessa per la Nestlé che scadrebbe soltanto a fine 2008. "Nei prossimi giorni - hanno detto i sindacalisti - si svolgeranno le assemblee con i lavoratori per iniziare la fase di confronto prima degli incontri con il gruppo Malavolta".

Vittorio Bellagamba

 









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