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AL PINCIO

Spuntano altre scritte contro Sturani
"Le Br regnano, sarai il prossimo"

L’accostamento all’uccisione di Moro preoccupa il sindaco: "Sono sconcertato". La vernice è sempre rossa, la grafìa appare la stessa delle scritte che hanno tappezzato i muri del centro una decina di giorni fa Commenta

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Scritte contro Sturani e Gubinelli Ancona, 26 maggio 2008 - La vernice è sempre rossa, la grafìa appare la stessa delle scritte che hanno tappezzato i muri del centro una decina di giorni fa. Ma stavolta il contenuto delle frasi vergate su un muro e sul monumento del parco del Pincio, appare veramente molto più pesante delle scritte precedenti.
 

 

"Br regnano, Falcone, Borsellino, Moro, Sturani sarai il prossimo". Lo stesso sindaco, ancora una volta bersaglio principale degli ignoti autori delle minacce, entrati in azione l’altra notte, stavolta si è detto preoccupato.

 

"Sono stato avvisato dal Questore — ha detto il sindaco —. Rispetto all’altra volta per qualche secondo sono rimasto più colpito. Provo sconcerto. C’è un imbarbarimento della lotta politica che non è proprio di questa città. Confido nell’opera delle forze dell’ordine". Inutile commentare la frase. La gravità è acuita anche da una freccia, ben visibile dalle foto che pubblichiamo, che collega il nome dell’onorevole Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, a quello del sindaco Fabio Sturani.

 

Una chiara minaccia di morte al primo cittadino di Ancona. Poco più in là, sul monumento dedicato alla Resistenza, è apparsa anche un’altra scritta. Sempre grave, ma un po’ meno pesante della precedente: "Sturani, dai nostri soldi giù le mani". Inutile sottolineare che gli autori delle scritte, realizzate nella notte tra sabato e domenica, sono gli stessi.
 

 

E dalla grafìa pare proprio che a loro si possono ricollegare anche le frasi offensive di una decina di giorni fa davanti al Tribunale, in via Matteotti, allo stadio Dorico, in via Elia e in via Trieste. In quell’occasione i bersagli delle minacce erano due: oltre al sindaco anche il pm Paolo Gubinelli, titolare dell’inchiesta sulla vendita dell’area ex Ccs che vede nei panni di indagato proprio il sindaco di Ancona.
 

 

Le scritte sono state denunciate ieri ai carabinieri che in tarda mattinata hanno effettuato i rilievi scientifici. Le indagini, condotte anche dalla Digos, vengono coordinate dalla Procura di Ancona che dopo gli episodi dei giorni scorsi aveva aperto un fascicolo contro ignoti, ipotizzando i reati di danneggiamento per imbrattamento e offesa ai corpi dello Stato. Ora il fascicolo si arricchisce di nuovi preoccupanti elementi. Dalla mafia alle Brigate Rosse: il gesto di qualche deficiente perditempo o serie minacce?

 

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