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PARLA L'ESPERTO

Brini lancia l’Ancona:
''Ha tutto per salire in B
Faccio il tifo per Monaco''

L’ex mister biancorosso fa le carte ai playoff: "Il Taranto ha qualcosa in più ma il secondo posto può essere pesante"


 

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Fabio Brini Ancona, 9 maggio 2008 - Chiedere a lui, se l’Ancona può farcela, è doveroso. È l’ultimo allenatore che ha portato la squadra biancorossa in serie B. Fabio Brini come traghettatore verso il campionato cadetto ha da poco compiuto un’altra impresa. Questa volta con la Salernitana che ha vinto il girone B di C1 e ha fatto il grande salto. Niente playoff. Anche se negli spareggi-promozione Brini non ha mai sbagliato un colpo. Due su due con l’Ancona: nel 1997 quando subentrò a Colautti, che a sua volta era subentrato a Petrelli, e nel 2000 quando ringraziò Mirko Ventura, che in pieno recupero fece piangere l’Ascoli.

 

Come ci si prepara a partite di questo genere? ''Mantenendo la calma innanzitutto — dice —. La tensione deve salire piano piano che ci si avvicina all’appuntamento''.

 

Come la vede l’Ancona? ''Bene, anzi benone. È arrivata seconda e ha un innegabile vantaggio, quello di potersi permettere di pareggiare tutte le partite. Non deve diventare però un chiodo fisso, perché nei playoff può succedere di tutto''.

 

Quattro nobili decadute nei playoff, chi è la favorita? ''Il Taranto ha qualcosa di più delle altre dal punto di vista tecnico. Il Crotone ha un attacco molto pericoloso. Il Perugia potrebbe essere la sorpresa''.

 

E l’Ancona? ''Ha il vantaggio di essere arrivata seconda e di aver battuto, in campionato, tutte e tre le squadre. Certo nei playoff sarà diverso. Ma credo che la vittoria contro il Taranto e l’aver agganciato il secondo posto abbia caricato ancora di più la squadra di Monaco''.

 

Ha allenato due (Ancona e Taranto) delle quattro squadre che sono nei playoff, per chi fa il tifo? ''Mi piacerebbe vedere una finale Ancona-Taranto. Chiaramente mi sento più legato all’Ancona''.

 

Qui, ha ottenuto due promozioni in B sempre ai playoff, un pizzico di invidia se Monaco dovesse seguire la sua strada che porta tra i cadetti? ''Assolutamente no, figuriamoci. Monaco è un mister preparato che merita di tagliare questo traguardo. Così come l’Ancona. Non si arriva al secondo posto per caso''.

 

Lei è arrivato primo quest’anno invece e non ha avuto nemmeno bisogno dei playoff. ''Ma è stata comunque una faticaccia. La Salernitana era obbligata a vincere e non è stato facile. Comunque averla portata in serie B è stata una grande soddisfazione''.

Meglio dei due salti in B con l’Ancona? ''Mi mette in difficoltà. Quelle due promozioni non le dimenticherò mai, anche perché in entrambi i casi l’Ancona non è che partisse come favorita numero uno''.

 

Lascia o raddoppia a Salerno? ''Non lo so ancora. Aspetto di sapere quello che mi dirà la società''.

 

E all’Ancona che cosa dice? ''Di stare tranquilla. Ha tutto per salire in serie B e farebbe un bel regalo a tutta la città. Un regalo indimenticabile''.

 









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