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Ancona

SERIE C1

Monaco: "Bravi, ma pensiamo al Perugia"

Dopo la bella vittoria con il Crotone in casa Ancona si respira aria di serie B, ma il mister tiene tutti con i piedi per terra

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Francesco Monaco Ancona, 26 marzo 2008 - L’adrenalina è tanta. Enorme. Per gestirla adesso che il primato è tornato in saccoccia e tredici sono i punti conquistati nelle ultime cinque gare ci vuole un tipo come lui. Uno alla Francesco Monaco. Uno che quando vince, pareggia o perde ha sempre la stessa faccia.

 

Uno che è a un passo ad entrare dalla porta principale nella storia dell’Ancona come l’allenatore artefice prima della salvezza, poi, forse, di un traguardo che per scaramanzia non si dice, ma non fa una piega. "Sono un uomo di campo e penso solo alla quotidianità del lavoro", taglia corto il tecnico brindisino, perfetto nel fare catenaccio quando gli tessi le lodi, un po’ come ai tempi — neanche tanto lontani, appena un paio di mesi fa — in cui di critiche addosso gliene erano piovute anche troppe. Oggi che la gloria è prossima ma ancora tutta da conquistare, il mister tira dritto per la sua strada. "Certo che è un bel momento, ma il campionato si decide in queste ultime giornate. Ed è tutto da giocare".

 

Ma l’Ancona, mister, va come un treno... "Oggi (ieri, ndr) ai ragazzi appena entrato in spogliatoio ho fatto i complimenti per l’ottima prestazione di sabato scorso con il Crotone. Una prova eccellente per qualità, volontà e anche capacitò di soffrire. Ma quella partita ormai è alle spalle. Davanti c’è il Perugia ed a quello dobbiamo pensare".

 

Invero, in tanti già hanno in testa lo spareggio tra dieci giorni in casa con la Salernitana: lei, invece? "A me, invece, non passa minimamente per la testa. Questo finale è da vivere una partita alla volta. Senza conti, tabelle o contorsionismi numerici che servono solo a distrarsi".

 

Va bene, pensiamo al Grifo. Stavolta firmerebbe per un pari? "Io non firmo mai a priori. Noi andiamo in campo sempre alla ricerca del massimo risultato e sarà così anche domenica. E’ chiaro che poi ci sarà da vedere come si mette la partita e soprattutto in che modo sapremo reagire alla prevedibile aggressività del Perugia ferito dalla sconfitta di Gallipoli e obbligato a vincere per avvicinare i playoff".

 

Capitolo formazione: dietro sarà ancora emergenza? "Forse sì. Vedremo giorno per giorno se e come riusciremo a smaltire la lunga lista degli infortunati".

 

Anderson, ieri a riposo ma probabilmente recuperabile per il Curi, ancora centrale difensivo? "Se serve sì, ma è chiaro che sia io, sia soprattutto lui preferiamo il ruolo naturale a centrocampo. Anche perchè quella è la posizione in cui rende di più".

 

L’attacco, invece, va a mille: Piccoli centrale subito dietro a Mastronunzio mossa vincente? "Nelle prime due gare l’ho provato da esterno, perchè in quella posizione aveva sempre giocato negli ultimi tempi. Poi l’ho spostato al fianco di Mastronunzio ed effettivamente mi sembra che renda molto. Se me lo aspettavo così decisivo? Forse no, ma sapevamo che era un ottimo elemento".

Alessandro Di Marco

 









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