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Il Pd vola: "Purtroppo l'Emilia Romagna non è l'Italia"

  

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Bonaccini, segretario Ds della Provincia di Modena Modena, 14 aprile 2008 - "Purtroppo l'Italia non è l'Emilia-Romagna". Il segretario provinciale del Pd di Modena commenta così i primi risultati elettorali. "Il dato di Modena e dell'Emilia-Romagna è molto positivo; ci vede in crescita al di là delle previsioni (4 punti al Senato, più di un punto alla Camera) e ci conferma che abbiamo azzeccato la campagna elettorale.

 

Purtroppo dai primi dati nel paese le cose sono andate diversamente. C'è soprattutto questo avanzamento delle Lega Nord". Bonaccini rileva anche il crollo a Modena de la Sinistra: "Penso che da domani il progetto de la Sinistra l'Arcobaleno rischia d'interrompersi alla prova del voto - dice- . Avremo modo di vedere gli sviluppi che ci saranno all'interno del paese, ma restiamo convinti dell'alleanza per le amministrative fino al 2009. Non possiamo poi pensare che tutti i voti della Lega siano definibili come voti di destra. Raccoglie un elemento di protesta e di reale malcontento verso ciò che non funziona nell'Italia meridionale. Credo che i rifiuti di Napoli abbiano pesato".

 

Il segretario lancia poi un segnale all'Udc: "Vediamo ora, a urne chiuse, se l'Udc intende rientrare nel centrodestra o se vuole aprire una riflessione". Dello stesso tenore le dichiarazioni dei candidati del Pd al parlamento. "Si va verso la vittoria per il Popolo della Libertà - dice Giuliano Barbolini che tornerà comunque in Senato - con il buon risultato della Lega da interpretare come un voto anti-sistema. A Modena abbiamo avuto un risultato molto positivo e forse da qui viene un'indicazione: la nostra provincia è una realtà più organizzata con un maggior radicamento, una realtà che forse in altre parti del paese non c'è.

 

Soddisfazione per il risultato di Modena anche per Mariangela Bastico che andrà, anche lei, al Senato: "A Modena ho avuto la conferma di un consenso crescente", dice. Nessun pericolo, aggiunge per le alleanze: "Mentre sul piano nazionale era davvero difficile governare con una coalizione così vasta- dice- , sul piano locale l'equilibrio politico è sempre stato molto diverso". 










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